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Non chiedete
ad un anarchico il perché delle sue scelte estetiche. La
cosa non lo riguarda… o vi risponderebbe con un eccesso
di razionalità.
Però potete
chiedergli cosa c’è di profondo nel suo agire
quotidiano.
Tra la
materia e la sua trasformazione Giordano pone il tempo.
Il tempo come metodo d’osservazione. Ad ogni scansione,
una trasformazione e una registrazione.
Il fotografo
non interviene, si limita a guardare. Ma il suo sguardo
non è proiettato all’esterno: è nel sé interiore che
avvengono le metamorfosi. E’ lì, attraverso un lento
processo di identificazione, che il tempo in-finito…
de-finisce l’essere nello spazio dell’oggetto
rappresentato. Non è un percorso dalla vita alla morte,
ma una trasformazione ciclica, solo in parte
pre-vedibile, tra uno stato e l’altro dell’essere.
Riccardo
Pieroni, 2009 |