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Giò
Coppola nasce a Napoli frequenta l’
Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti, presto
intraprende scambi culturali con diversi artisti a
livello internazionale. Dopo un lungo ed intenso
studio sul genere figurativo, sui quali temi
ha realizzato infinite opere ed
esposizioni in diverse città
d’ Italia e all’ estero ( Austria,
California, Francia) riportando notevole successo
dalla critica, lo spirito del “maestro”
così lo definiscono i suoi amici ed allievi più
cari , non può sentirsi appagato, Giò continua la
sua ricerca, nell’ uso
di nuovi materiali,
nell’ apprendimento e
nella sperimentazione di nuove tecniche, realizza nuovi
cicli di opere impiegando materiali poveri quali
legno, ferro, dove riesce con abilità a plasmarli
coniugando il freddo del |
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metallo con il caldo delle tinte
dei colori. Nascono le sue
“trappole per Ulisse”strutture
dove si ha la sensazione che il
metallo riesca ad ergersi dal
piano della tavola vincendo la
forza di gravità, creando una
tridimensionalità, quasi irreale
ed avveniristica che
si plasticizza dando
corpo a tutto
l’insieme con forme sinuose e
voluttuose, in armonia della
tricromia dei colori primari,
che fanno quasi da quinta
teatrale alla scena che si
presenta all’osservatore. Le sue
opere ospitate in
Architetture di
prestigio quali
“Palazzo Orsini “ a
Bomarzo (VT),
“Palazzo Mazzatosta” a
Viterbo, continuano a colpire
ed affascinare tutt’oggi . in
quanto riescono a stimolare
l’osservatore perché penetrano
nella sua coscienza
interrogandolo sui misteri
dell’animo. |